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VARIE
Il concetto di fuoristrada come legittima attività ricreativa e sportiva
Dichiarare che il “fuoristrada” è una legittima attività ricreativa e sportiva sembra una affermazione ovvia e superflua per chi vive nell’ambiente dell’utenza motociclistica. Viceversa così non è per molti dei nostri interlocutori esterni alla FMI (innanzi tutto politici e amministratori locali, ma anche stampa e pubblicistica varia). È indubbio, infatti, che per una certa corrente di pensiero che impropriamente potremmo definire “ambientalista” la circolazione motorizzata su percorsi a fondo naturale sarebbe pratica “intrinsecamente negativa”, in quanto a fronte di un significativo impatto ambientale non sarebbe giustificata da nessun interesse “meritevole di tutela”. Dovendo quindi affrontare in maniera quanto più possibile organica il tema del Fuoristrada, pare invece opportuno premettere e ribadire come a nostro avviso:
a) l’attività fuoristradistica abbia una così consolidata storia e tradizione da non poter non essere considerata di diffusa valenza ricreativa e sportiva;
b) come tale l’attività fuoristradistica non possa essere discriminata rispetto ad altre attività ricreative e sportive pure esse dotate di impatto ambientale significativo (v. ad es. lo sci o la caccia);
c) conseguentemente l’attività fuoristadistica possa certamente essere “regolamentata”, ma non debba essere aprioristicamente “vietata” senza ledere fondamentali principi di libertà individuale.